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La Storia di Cineto

Piccolo centro abitato situato tra le vallate dell'Aniene e del suo affluente Ferrata. Fu feudo degli Orsini fino al 1612 e poi dei Borghese. Si racconta che nel 1595 Beatrice Cenci si rifugiò nel Castello Orsini per sfuggire alla violenza del padre. Il borgo fino al 1880 si chiamava "Scarpa" poi, mutato il nome, mantenne lo stemma con la pantofola circondata da dieci raggi e sorretta dagli orsi, simbolo della famiglia degli Orsini.
A ogni santo, si sa, i suoi miracoli! Ed è così che, forse per eccesso di zelo o per sicura devozione, per le vie imprevedibili di una tradizione orale non sempre accertabile, i racconti popolari di Cineto Romano offrono più versioni del medesimo miracolo attribuito a sant'Agata, la patrona del paese.
Agata era una fanciulla siciliana di 13 anni, alla quale il prefetto di Sicilia Quiniziano nel 251 d.C. impose, come martirio, il taglio delle mammelle.
E' per tale ragione che sant'Agata è particolarmente invocata in caso di mastopatia o per favorire abbondanti flussi di latte.
Secondo una tradizione, nel 1800 circa, presso la grotta di S.Antonio, in località Colle, un ragazzo vide la santa con la mano appoggiata ad una sporgenza della parete rocciosa che, una volta tolta, lasciò impressa l'impronta.
Altri ritengono viceversa che la santa apparve ad una fanciulla intenta a lavare i panni presso in un torrente. Chiedendo alla fanciulla di andare ad avvisare il parroco, una volta arrivata in paese questa non venne creduta.
Tornata alla fonte la ragazza trovò però tutti i panni lavati e, contestualmente, le campane della parrocchiale si misero a suonare da sole.
Tutto il paese si recò allora nel luogo del miracolo, dove furono inoltre viste le impronte della mano di Agata sopra una roccia, ed anche una statua della santa che tuttavia, una volta portata in chiesa, scomparve misteriosamente e venne successivamente ritrovata sotto un noce fiorito fuori stagione.
Oggigiorno, i racconti popolari hanno proposta una nuova versione del miracolo, frutto della contaminazione delle due storie precedenti:si parla infatti indifferentemente di ragazzo o ragazza andato presso la costa di S. Antonio a raccogliere le olive.
Per chi crede, tra le rocce è ancora possibile scorgere le impronte della santa.
Sant'Agata si festeggia il 5 febbraio: a Cineto si ha una processione organizzata dalla Compagnia di S. Agata, costituitasi in paese nel 1580, come si deduce dai documenti rinvenuti.
Poiché le celebrazioni alla santa accadono durante il periodo invernale, alla martire è legato un proverbio locale, ad indicare l'incertezza meteorologica della stagione che così recita: "Sand'Agheta vendosa, piove fiocca e ffa nné cosa!"

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